Pasqua 2016

Parrocchia
Santa Pasqua alla Trinità

  • Altare della Reposizione
  • Lavanda dei Piedi
  • Oli Benedetti
  • Via Crucis
  • Devozione Sacerdotale
  • Adorazione della Croce
I tantissimi fedeli della Parrocchia SS. Trinità di Civitavecchia hanno potuto apprezzare il bellissimo Altare della Reposizione che ha avuto come tema “la Misericordia” di Dio, in occasione dell’Anno Santo voluto da Papa Francesco.

Molto emozionante è stato il momento dell’ingresso dei dodici Apostoli ai quali d. Pino nel corso della Celebrazione Eucaristica ha lavato i piedi, ripetendo lo stesso gesto compiuto da Gesù prima dell’ultima cena. In quella sera Gesù ha istituito il sacramento dell’Eucarestia ed di fatto anche il sacramento del Sacerdozio.

Era usanza al tempo di Gesù che prima di sedersi alla mensa per un banchetto la persona più giovane che era a servizio nella casa, porgesse una bacinella con dell’acqua per permettere agli invitati di lavarsi le mani.

Gesù stravolge questa usanza: è lui stesso - Il Maestro - che rende omaggio agli ospiti e lava loro non le mani ma addirittura i piedi, a significare che lui è il servo del Padre mandato a servire il prossimo in condizione di carità ed umiltà.
Alla veglia per i bambini, d. Pino ha sapientemente svelato ai ragazzi il senso dei simboli che sono rappresentati sull’Altare della Reposizione.

Il Pane e Vino, segno della presenza vera di Cristo con il suo immenso amore per noi

Le dodici lanterne, rappresentanti le dodici tribù di Israele e quindi i dodici apostoli inviati da Cristo a testimoniare nel mondo la verità del Padre.

La Porta, segno dell’anno santo della Misericordia

La chiave per accedere alla Porta: “Dio ti ama; tua ama Dio ed il prossimo allo stesso modo”

La Bibbia Parola di Dio che ci ha donato per mezzo dei profeti e deli evangelisti

La scala con i 5 gradini, simbolo della “Legge” di Israele la Thorà – (Il pentateuco,i primi 5 libri della Bibbia)

I Fiori, simbolo del giardino del primo Adamo ed del Nuovo Adamo – Cristo.

Triduo Pasquale

Parrocchia
Triduo Pasquale

Tempo Centrale dell'anno liturgico

Esso celebra gli eventi del Mistero pasquale di Gesù Cristo

L'istituzione dell'Eucarestia e del Sacerdozio

Il sacrificio per la nostra Redenzione

La sconfitta della morte con la Ressurrezione

Cos'è il Triduo Pasquale?

Il Triduo Pasquale, ricco di riti e celebrazioni, costituisce per i cristiani il cuore della liturgia in quanto memoriale dell'essenza della fede in Gesù Cristo morto e risorto. Con il termine “triduo pasquale” si fa riferimento ai tre giorni precedenti la Domenica di Pasqua, nei quali si fa memoriale della passione e morte di Cristo, prima della Risurrezione nel giorno di Pasqua.

Secondo il Rito Cattolico Romano il Triduo ha inizio con i Vespri del Giovedì Santo e la celebrazione della “Cena del Signore” e si conclude con i Vespri del giorno di Pasqua.
    Le celebrazioni principali sono:
  • La Messa vespertina (Cena del Signore) il Giovedì Santo;
  • L’Azione liturgica il Venerdì Santo;
  • La Veglia Pasquale nella notte del Sabato Santo;
  • La Celebrazione della Pasqua nella giornata della Domenica.
Il Giovedì Santo inizia con la Messa del Crisma, celebrazione che per i sacerdoti riveste una importanza notevole. Infatti, durante questa celebrazione non vengono solo benedetti gli oli santi, ma vengono anche rinnovate le promesse sacerdotali. Ogni Vescovo presiede questa celebrazione nella propria cattedrale, cui sono invitati a partecipare tutti i presbiteri. Nel pomeriggio del Giovedì Santo, con la Messa vespertina “nella Cena del Signore”, iniziano ufficialmente i riti del Triduo Pasquale. Durante questa liturgia si compie il tradizionale rito della “lavanda dei piedi“, ricordando appunto l’ultima cena di Gesù e, soprattutto, l’istituzione dell’Eucaristia.

Il Venerdì Santo, giorno in cui si ricorda la crocifissione, morte e deposizione di Gesù, si svolge una “azione liturgica” e l’adorazione della Croce. In questo giorno e nel giorno seguente (Sabato Santo), la Chiesa, per antichissima tradizione, non celebra l’Eucaristia.
Nelle ore pomeridiane ha luogo la celebrazione della Passione del Signore. Si commemorano insieme i due aspetti del mistero della croce: la sofferenza che prepara la gioia di Pasqua, l’umiliazione e la vergogna di Gesù da cui sorge la sua glorificazione. Alla sera del Venerdì Santo si celebra tradizionalmente la Via Crucis. Per i Cattolici il Venerdì Santo è giorno di penitenza, digiuno e astinenza. Il Sabato Santo è un giorno “a-liturgico“, cioè privo di liturgie. Non si compie nessuna celebrazione, se non alla sera la grande veglia pasquale, che S. Agostino definiva “la madre di tutte le Veglie“.

La Chiesa cattolica invita tutti i fedeli a partecipare, se possono, alle celebrazioni principali del Triduo Pasquale, cioè la Messa vespertina “in Cena Domini” il Giovedì Santo, l’Azione liturgica in chiesa il Venerdì Santo, la Veglia Pasquale il Sabato Santo, la Messa della Domenica di Risurrezione, poiché queste celebrazioni sono il nucleo più profondo della liturgia della Chiesa, e perciò sono più importanti delle altre devozioni che pure si accompagnano alla liturgia in questi giorni, come le processioni e le Via Crucis. E’ nei giorni del Triduo che è racchiuso il cuore e l’essenza di tutta la fede Cristiana. E’ nelle celebrazioni di questi misteri la radice della fede in Gesù Cristo, che è morto e risorto per la salvezza dell’umanità.

Caratteristica delle celebrazioni del Triduo è che sono organizzate come un’unica liturgia; infatti la Messa in Coena Domini non termina con l’ite missa est (”la Messa è finita”), bensì in silenzio; l’azione liturgica del venerdì non comincia con l’usuale saluto e con il Segno della Croce e termina anch’essa senza saluto, in silenzio; infine la solenne veglia comincia in silenzio e termina finalmente con il saluto finale. Il Triduo Pasquale costituisce pertanto un’unica solennità, la più importante di tutto l’Anno liturgico cattolico; dal Gloria della messa del Giovedì a quello della Veglia le campane devono stare in liturgico silenzio; anticamente anche gli strumenti musicali dovevano tacere il Venerdì e il Sabato Santo, fino alla Veglia Pasquale, per meglio esprimere il senso penitenziale proprio di questi giorni.

Domenica delle Palme

Parrocchia

20.3.2016: Domenica delle Palme
Grande gioia e festa per gli oltre 700 parrocchiani della Chiesa SS. Trinità di Civitavecchia in occasione della processione della Domenica delle Palme. Questo importante appuntamento del calendario liturgico ci introduce alla settimana Santa. Perché questa festa fa riferimento alle Palme? Lo racconta benissimo l'evangelista Giovanni: Il giorno seguente, la gran folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!» Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: «Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto sopra un puledro d’asina.» [Vangelo secondo Giovanni, 12, 12 – 15]

Cammino di Fede

Parrocchia



La Fede è cammino di verità

per prepararsi a vedere

il volto di Dio

(Papa Francesco)

Credo che la risposta della maggior parte di noi, credenti cattolici, alla domanda “sai cos’è la Fede?” sia stata una risposta diretta: “certo. Io credo in Dio!”, ma nel nostro intimo (ritengo) che la maggior parte di noi pensi che in definitiva sia una “questione" che appartenga prioritariamente ai preti ed alle suore . Alla domanda poi “sai cos’è un Cammino di Fede? Per molti di noi è come se ci avessero chiesto di spiegare la teoria della relatività di Einstein.


Che lo vogliamo o no, prima o poi arriverà un momento nella nostra vita che seriamente e senza alcuna ipocrisia ci domanderemo: “ma Dio esiste veramente e dopo la mia morte dove sarò e cosa sarò”. Rispondere a questa domanda ritengo sia inutile se abbiamo vissuto la nostra vita unicamente orientata a soddisfare i nostri bisogni materiali, ad essere attenti a guadagnarci il rispetto e la stima degli altri, a farci in quattro per gli altri. In sintesi a vivere la nostra spiritualità come un moralismo o un impegno civico o una presenza affettiva, valori che alla fine del nostro percorso terreno vorremmo che ci fossero riconosciuti dai posteri.
Dio non vuole questo da noi! Con Cristo si è aperto un dialogo terreno, per dirci chiaramente che Dio è il nostro Padre che ci ama così come siamo senza necessità di affannarci a dimostrare chi o cosa non potremmo mai essere .

Cristo è venuto a dirci che quel Dio che noi dubitiamo esiste realmente ed è verità di vita. La cosa ancora più strabiliante è che la risposta alla domanda della esistenza di Dio ci fa terribilmente paura, perché anche se ci dichiariamo atei (ne ho conosciuti veramente pochi) ed anche se neghiamo la necessità di avere Dio nella nostra vita, noi tutti sappiamo che un Creatore esiste. Tutto ciò che noi vediamo e sappiamo e anche ciò che ancora non conosciamo del mondo che ci circonda da miliardi di anni, non è altro che un dialogo di Dio con noi. Questa realtà è ineliminabile. La nostra vera paura è aderire a questo dialogo.
Se non siamo ipocriti allora rispondere alla domanda: “sai cos’è un Cammino di Fede? È semplice; un Cammino di Fede è la strada che porta a fare della nostra vita: “un dialogo con Dio”.
Grazie ai frutti del Concilio Vaticano II la Chiesa è pronta a sostenere tutti noi cristiani ad aderire ad una relazione con i nostro Padre celeste, grazie al sostegno della nostra Madre terrena: la Chiesa.
Nella Parrocchia SS Trinità di Civitavecchia esistono molti Cammini di Fede, vieni a scoprire quello che Dio ha scelto per Te.

Il Sovvenire

Notizie
Qualche domenica fa, al termine di una celebrazione Eucaristica, un signore ha fatto un annuncio ed ha parlato del Sovvenire. Ma cosa è il SOVVENIRE e cosa fa. In questo articolo tentiamo di dare una risposta.
Presentazione

Il Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa è stato costituito nel 1989 presso la Segreteria Generale della CEI come struttura di supporto operativo ed esecutivo delle iniziative per la promozione del sostegno economico alla Chiesa alla luce della recente riforma concordataria.
La storia fino al 1984

Prima della revisione del 1984, erano tre le fonti di finanziamento per la Chiesa Cattolica in Italia: 1) le offerte libere (e non deducibili) dei fedeli; 2) il finanziamento diretto da parte dello Stato, attraverso gli stipendi versati solo ad alcuni sacerdoti, come i cappellani degli ospedali e gli insegnanti di religione che svolgono, nel quadro della pubblica amministrazione, un servizio al cittadino; 3) il finanziamento diretto da parte dello Stato, attraverso le congrue a vescovi, parroci e canonici ad integrazione dei benefici e attraverso un contributo in favore delle nuove chiese.