Struttura della S.Messa

La S. Messa A partire dal II sec. abbiamo la testimonianza di San Giustino Martire riguardante le linee fondamentali dello svolgimento della celebrazione eucaristica. E dobbiamo notare che esse sono rimaste praticamente invariate fino ai nostri giorni in tutte le grandi famiglie liturgiche.

Infatti il CCC ci insegna che la “Liturgia dell’Eucaristia" si svolge secondo una struttura fondamentale che, attraverso i secoli, si è conservata fino a noi. Essa si articola in due grandi momenti, che formano un’unità originaria:
  • la convocazione, la “Liturgia della Parola”, con le letture, l’omelia e la preghiera universale;
  • la “Liturgia Eucaristica”, con la presentazione del pane e del vino, l’azione di grazie consacratoria e la comunione.
Queste due parti dell’Eucaristia costituiscono insieme “un solo atto di culto”. “Nella Messa, infatti, viene imbandita tanto la mensa della parola di Dio quanto la mensa del Corpo di Cristo, e i fedeli ne ricevano istruzione e ristoro”.

Senza dubbio quest’affermazione contiene una valorizzazione della liturgia della Parola, che prima era considerata per lo più come la parte che precede la Messa, e la cui perdita una precedente teologia morale casuistica aveva classificato solo come una colpa “veniale”, trattandosi solo di una parte “insignificante” (pars exigua). Queste due “parti principali” sono delimitate dai riti di introduzione e di conclusione. Per coloro che fossero interessati a maggiori informazioni possono scaricare ulteriore materiale dal seguente link : Approfondimento

Io Canto - 2019

Io Canto all'Oratorio

3° edizione della manifestazione canora

Domenica 26.05.2019 Nel teatro dell'Oratorio si è svolta la terza manifestazione del concorso canoro "Io Canto all'Oratorio", momento tanto atteso dalle bambine che frequentano la parrocchia e dai loro genitori, impazienti di veder esibire sul palco le loro piccoline, le quali durante tutto l'anno oratoriale si sono impegnate in rigorose prove di canto sostenute ed aiutate delle educatrici ed educatori. Grazie a Alessia, Claudia, Ivonne, Francesca, Simonetta, Salvatore e Valerio, le sedici concorrenti si sono prodigate in performance di alto livello.

Tutte le concorrenti (purtroppo nessun maschietto ha voluto partecipare) sono state premiate con un voto che ha voluto sottolineare un particolare che le ha caratterizzate, ma la vittoria quest'anno è andata a Carole, con la sua spumeggiante interpretazione di "Tintarella di Luna".


La festa è proseguita con le premiazioni dei Tornei, l'estrazione dei biglietti della festa della Parrocchia.

25 anni di Sacerdozio di don Pino

25° di Sacerdozio di don Pino

Il saluto al Parroco don Giuseppe Lamanna rivolto dal Diacono Carlo a nome della Comunità della parrocchia della SS. Trinità

"Un abbraccio da tutti i parrocchiani !

I tuoi 25 anni di sacerdozio hanno creato l'Unità fra di noi, nel ringraziarti congiuntamente con l'omaggio che sai, senza distinzione di gruppo.

Ha dato frutto la tua continua sollecitazione a relazionarci fraternamente !

Il Signore ti protegga e continui a darti l'entusiasmo, la forza e la ........pazienza, necessarie a far maturare in noi tutti la Fede Matura.

Grazie e Auguri ! "

Un abbraccio, Carlo.

Mercoledì 22.05.2019 don Giuseppe Lamanna festeggia i suoi 25 anni di sacerdozio. Alla Presenza di S.E. Mons. Luigi Marrucci vescovo della Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia si è svolta la suggestiva celebrazione eucaristica e S.E. ha voluto che il celebrante fosse proprio don. Pino.

La chiesa era gremita dalla presenza dei molti parrocchiani che non hanno voluto perdere l'occasione di condividere con il proprio parroco questo importante traguardo.

Don Pino nella sua Omelia (che potete ascoltare) ha voluto ringraziare in primis i propri genitori che lo hanno messo al mondo e lo hanno sostenuto nella sua scelta vocazionale, poi ha voluto ringraziare i propri familiari e la sua prima Comunità di Fede (Neocatecumenale) che da Catanzaro sono venuti in massa con un pullman.

Erano presenti anche le comunità neocatecumenali che don Pino ha seguito alla Storta ed a Roma. Naturalmente non potevano mancare i parrocchiani e le comunità di fede che don Pino ha seguito a Civitavecchia nella parrocchia di San Giuseppe.

Infine tute le realtà di fede e le comunità che don Pino sta seguendo nella sua attuale parrocchia alla SS. Trinità. Molti sono stati anche i sacerdoti della diocesi che hanno concelebrato con don. Pino e S.E. il Vescovo.
Quello che tutti, in primis il Vescovo, hanno potuto osservare con gioia ed ammirazione è stato il vero ed enorme affetto mostrato da chi ha conosciuto don. Pino, il quale per sua stessa ammissione ha un "caratterino" che definire poco accomodante è un eufemismo, ma non si sottrae neanche un secondo all'ascolto ed all'aiuto di chi gli chiede un conforto, consiglio, sostegno, aiuto, scelte da prendere.

Don Pino è così: schietto, diretto, scomodo, ma al contempo leale, vero, attento ai bisogni e sempre pronto a trovare una soluzione per chi gli chiede un'attenzione. Caro don. Pino auguri da tutti noi, alcuni ti conoscono da pochi anni, altri da molti di più. Ed è proprio a quest'ultimi che ti chiediamo di perdonare l'irriverenza che hanno dimostrato nel volerti salutare a modo loro come tutti possono vedere nei video che seguono.

Grazie don Pino di essere in mezzo a noi.

Mosè salvato dalle acque

Mosè Salvato dalle acque

Recita di fine anno oratoriale 2018-2019



Domenica 19 Maggio 2019: I bambini dell'Oratorio della Parrocchia della SS. Trinità di Civitavecchia hanno concluso l'anno oratoriale 2018-2019 con una esibizione teatrale.

Diretti da Alessia, Laura e Sara, hanno portato in scena la bellissima storia di Mosè.

Strabiliante la scenografia che sullo sfondo ha proposto uno splendito dipinto di circa 6 mq. nel quale è raffigurato uno scorcio del deserto nel quale il Popolo di Dio ha trascorso il suo cammino.

Al termine della rappresentazione teatrale, si sono esibiti i ragazzi del corso di Chitarra magistralmente curati da Salvatore e Valerio.

Triduo 2019

Triduo Pasquale

Processione dell'Altare della Reposizione

L'Altare della Reposizione, popolarmente e impropriamente detto Sepolcro, è il luogo in cui viene riposta e conservata l'Eucaristia dal termine della Messa in Coena Domini del Giovedì Santo fino alla Celebrazione della Passione del Signore del Venerdì Santo. Le Sacre Specie vengono così riposte per essere adorate fino alla mezzanotte e per distribuire la Santa Comunione nella Celebrazione della Passione del giorno seguente. È tradizione che nelle chiese gli altari della reposizione siano addobbati in modo solenne, con composizioni floreali o altri simboli, in omaggio all'Eucaristia e per invitare i fedeli all'adorazione.

Al termine della liturgia del Giovedì Santo la Chiesa imita il cammino di Gesù, portando il Santissimo fuori dal tabernacolo in una cappella laterale, che sta a rappresentare la solitudine del Getsemani, la solitudine della mortale angoscia di Gesù. I fedeli pregano in questa cappella, vogliono seguire Gesù nell’ora della sua solitudine, affinché essa cessi di essere solitudine. Questo cammino del Giovedì Santo non deve rimanere un mero gesto e segno liturgico. Deve essere per noi compito di entrare sempre nella sua solitudine, di cercare sempre lui, il dimenticato, il deriso, là dove egli è solo, dove gli uomini non vogliono riconoscerlo e di stare con lui. Questo cammino liturgico è per noi esortazione a cercare la solitudine della preghiera. Ma è anche invito a cercarlo fra coloro che sono soli, dei quali nessuno si preoccupa, ed a vegliare con lui, e con lui nel mezzo delle tenebre rinnovare la luce della vita, che è “lui”. Perché è il suo cammino che in questo mondo ha fatto sorgere il nuovo giorno, la vita della Risurrezione, che non conosce più la notte.

J. RATZINGER, Il cammino pasquale, Milano 2003